Gaetano Miccichè

Rassegna stampa 2015

Intervista a Gaetano Miccichè - Miccichè (Intesa Sanpaolo): «Motori del sistema-Italia per le infrastrutture nel mondo» - Miccichè punta sull'estero: «In campo con il sistema-Italia per le infrastrutture nel mondo»

  - Sole 24 Ore

La riorganizzazione della divisione per filiere,con i 16mila clienti (tutti rigorosamente con fatturato superiore ai35o milioni) distribuiti in aree settoriali, è chiusa. L'allargamento della rete estera, invece, prosegue: all'apertura delle nuove filiali operative di Istanbul, San Paolo e Varsavia, si affiancheranno nel 2015 quelle di Abu Dhabi e Pechino, oltre alle sedi di rappresentanza di Doha, Washington e Gia-carta, e intanto si valutano nuovi desk in Sud Africa, Messico, Australia. Altro cantiere, il project financing nel 2014 Intesa ha partecipato a progetti con un impegno complessivo di 3 miliardi, «quest'anno in due mesi siamo già a un miliardo e mezzo», dice Gaetano Micciché, al Sole24 Ore. Tra idossier più caldi dei prossimi mesi, il direttore generale di Intesa Sanpaolo con delega al Cibelenca i nuovi giacimenti di gas del Mozambico, la Nigeria, con il nuovo porto e il nuovo aeroporto di Lagos, poi il Messico, il Perù, il Brasi-le; tutti mercati dove «puntiamo a diventare il motore di iniziative del nostro Paese intorno a grandi progetti infrastrutturali. Dove possiamo contribuire al forte coinvolgimento dell'industria italiana, della tecnologia italiana, della finanza italiana», sottolinea Miccichè.

Il bilancio di Gruppo approvato in settimana vede un contributo dal corporate and investment banking di 1,3 miliardi di euro a livello di utile netto: quali previsioni per il 2015?
Intesa Sanpaolo punta a distribuire i miliardi di dividendi: la nostra divisione, anche l'anno prossimo, contribuirà in modo significativo all'aumento della redditività del Gruppo. D'altronde in otto anni abbiamo dimostrato di saper consolidare, di anno in anno, i nostri risultati: siamo la prima investment bank in Italia e tra i leader in Europa, il nostro modello di business è profittevole e sostenibile.

Anche coni tassi bassi?
Più delle condizioni di mercato, per noi conta la relazione con i clienti: la relazione quotidiana, quella che li spinge a scegliere la nostra banca anche per le operazioni straordinarie, dall'mea alla finanza strutturata. Proprio da qui è partita l'idea della riorganizzazione per settori, che mette al servizio dei nostri clienti figure professionali con una preparazione specifica sul mercato in cui operano.

Il modello funziona perché alle spalle c'è Intesa Sanpaolo?
Assolutamente: se siamo diventati un benchmark europeo è perché facciamo parte di un gruppo con una notevole forza patrimoniale oltre ad avere, al nostro interno, un know how e delle professionalità di altissimo livello.

Quale sarà il driver per la crescita nel 2015?
II business a livello internazionale in particolare le infrastrutture: è un settore in cui l'Italia, come Paese, può conquistarsi un ruolo di primo piano. E noi intendiamo fare la nostra parte, coagulando imprese costruttrici, gestori, finanza.

Come stanno i vostri clienti, in particolare quelli italiani?
Molto bene. Nella maggior parte dei casi hanno saputo sfruttare la crisi per migliorare nell'efficienza.

Un esempio?
OVS. L'ultimo gruppo in ordine di tempo che, come Banca Imi, abbiamo seguito nella quotazione; la tipica azienda che ha saputo superare positivamente momenti non facili, ben guidar a da un ottimo management.

A proposito di Ipo: quali saranno le prossime?
Siamo global coordinator per le quotazioni di Sorgente, Poste, delle torri Telecom e degli hotel del gruppo Statuto. E altri dossier potrebbero aggiungersi, come quello del gruppo Zanetti.

Come valuta le scelte del governo Renzi, dalle popolari al nuovo piano sulle tlc?
Il Governo sta mostrando al mercato che il sistema Paese è in fase di rafforzamento e ha svolto un ruolo decisivo nella risoluzione di casi complessi come Alitalia e Ilva, favorendo l'intervento di capitali privati. Sono segnali di fiducia importanti in grado di suscitare interesse tra gli investitori.

Le popolari saranno più gradite al mercato una volta divenute SpA?
Si. Prevedo un interesse crescente,soprattutto su alcune banche. Come Bpm, che può diventare polo aggregante.

E il progetto sulla banda larga?
È un processo indispensabile. E mi auguro che due attori di assoluto rilievo, come Telecom Italia e Metroweb possano trovare il modo per collaborare. Lo sviluppo di infrastrutture a elevato contenuto tecnologico, con il contributo decisivo di operatori privati, è fondamentale per le prospettive di crescita del Paese.

Perché avete deciso di non sostenere l'Opas di Ei Towers come finanziatori?
Abbiamo accompagnato l'Ipo di Rai Way, e per ora della partita siamo semplici osservatori.

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo, in prospettiva, è previsto un rinnovamento manageriale...
Sono molto impegnato, come tutti i colleghi della Divisione Corporate e Investment Banking, nel raggiungimento degli obiettivi del piano d'impresa. Un piano fortemente voluto dall'amministratore delegato Carlo Messina con il quale collaboro in maniera eccellente da oltre 12 anni.

Marco Ferrando


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