Gaetano Miccichè

Gaetano Miccichè

Rassegna stampa 2019

Serie A, più ricavi e qualità, investitori esteri in arrivo

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MILANO

Si vede che il calcio lo ha conquistato. Si capisce dalla passione che ci mette nello spiegare la sua azione. Gaetano Miccichè già lo seguiva, era appassionato, ma essere presidente della Lega serie A è un’altra cosa. 
Significa confrontarsi con un mondo complesso, con 20 presidenti che hanno interessi diversi, spesso l’uno contro l’altro. E qui il mestiere si fa difficile. Ma un mezzo, una strada, lo aiuta: «L’1° febbraio ho celebrato una ricorrenza speciale, 48 anni di lavoro. 
Mi ha sempre sostenuto un principio: perseguire l’interesse generale delle aziende e dei gruppi per cui lavoro, così faccio anche in Lega serie A». 
Gaetano Miccichè, banchiere, presidente dell’Imi, gruppo Intesa San Paolo, da giugno scorso numero 1 della Confindustria del pallone, ha una missione. Rilanciare la Lega serie A, non a caso prima di lui commissariata. Palla al centro: «Inutile nascondersi, ogni sforzo è legato alla performance economica. Ho battuto su questo concetto nell’incontro al ministero dell’Interno sul tema della sicurezza negli stadi. Il governo vorrebbe che una percentuale tra il 5 e il 10% degli incassi venisse devoluta per coprire il costo delle forze dell’ordine impegnate nella sicurezza per una partita. 
Perché questo non avviene per altre attività? Sono convinto che l’aumento dei fatturati generi posti di lavoro: è l’occupazione il mio vero e principale obiettivo».

Il bilancio dopo questi primi mesi alla guida del calcio?

«Investitori e clienti non mancano. Nessun prodotto genera un interesse trasversale come il calcio, ma bisogna far sì che la qualità si alzi. Devono migliorare le infrastrutture e aumentare i giocatori di alto livello. 
Non dico che debbano arrivare tutti super-campioni perché se riflettiamo i due calciatori più celebrati del momento sono Cristiano Ronaldo e Zaniolo, due figure agli antipodi. Se riusciamo a sviluppare la qualità complessiva, attiriamo anche investitori e sponsor dall’estero. Cerchiamo poi di abbattere luoghi comuni».

Tipo?

«Sorrido sentendo dire che il calcio era più romantico quando le partite si disputavano tutte alle 15. Il mondo è cambiato e gli orari devono adeguarsi. I soldi incassati dai diritti tv nutrono tutto il movimento: la A versa 130 milioni di mutualità alle altre leghe. Sento un forte senso di responsabilità non solo verso la serie A, ma verso tutte le componenti del calcio. E se pensiamo che una cifra fra il 70-80% deriva dai diritti tv non ho timore a dire che Sky e Perform sono nostri partner strategici».

Per introiti da diritti tv fra i 5 principali campionati europei la serie A è al quarto posto. Come si può migliorare?

«Ricordiamoci che fino a maggio eravamo commissariati, serve tempo per crescere. Con la Liga e la Bundesliga ce la giochiamo. La Premier ha stadi migliori, investitori internazionali e in generale ha raggiunto una pace sociale».

Qual è il metodo Miccichè?

«Ma non parlerei di metodo Miccichè…».

Proviamoci: è la prima volta che un banchiere si confronta con le esigenze del calcio.

«Seguire l’interesse generale dell’azienda per cui lavoro…».

Già detto.

«È la base della mia azione. Il calcio è un catalizzatore per il successo del made in Italy e per la nostra economia. Poi, sviluppare il sociale, il calcio può essere una fonte inesauribile: già ci siamo impegnati in varie direzioni, come la lotta al cancro, l’azione contro la violenza sulle donne, l’educazione giovanile, la creazione di un campionato per giovani con disabilità. Il terzo punto ne racchiude degli altri: migliorare le infrastrutture, stadi quindi, coinvolgere investitori internazionali, cosa che sta succedendo, raggiungere una tranquillità sociale».

I rapporti con il governo?

«Il calcio deve essere considerato un interlocutore serio e con dignità. Ai sottosegretari Giorgetti e Valente abbiamo chiesto di collaborare per tutte le modifiche migliorative del nostro mondo. La lotta alla pirateria tv, un argomento per noi vitale. Il governo ci ha aiutato dandoci nuovi strumenti normativi per combattere l’illegalità: voglio ringraziare il Tribunale di Milano che ha emesso una decisione storica che blocca l’accesso alla principale Iptv illegale. Penso alla pirateria e mi viene in mente la pretesa di entrare in un ristorante, godere della sua cucina e poi non pagare il conto: consentire la pirateria significa perdere incassi».

Cosa è rimasto della polemica sulla Supercoppa a Gedda?

«Siamo un’industria e dobbiamo migliorare i ricavi: questo è possibile solo tramite l’internazionalizzazione del prodotto. Di qui la decisione di esportare la Supercoppa, cosa che facciamo da tempo. Siamo andati in un Paese diverso da noi culturalmente e socialmente, ma il calcio ha ancora una volta dimostrato di essere sopra la politica e le polemiche: per le 15 mila donne che hanno assistito alla partita è stata una intensa emozione, per quel Paese un grande cambiamento. La gara è stata un successo e la prossima edizione avverrà in concomitanza con il G20».

Come interverrà sui rapporti fra società e ultrà?

«I club devono fare di più distinguendo fra le frange del tifo più caldo e i delinquenti».

Come si è arrivati alla nomina di De Siervo ad della Lega?

«Attraverso una evoluzione naturale. De Siervo è uomo di esperienza e di alta competenza in materia di diritti tv. Sono certo che faremo una bella squadra come è successo con Brunelli».

Il canale tv della Lega?

«L’obiettivo finale, come detto, è la qualità del prodotto e la valorizzazione dei ricavi. Abbiamo tempo per valutare la soluzione migliore senza perdere di vista l’interesse dei nostri clienti e degli appassionati».

È favorevole alla riduzione del campionato a 18 squadre?

«Il Consiglio Federale ha deciso che ogni Lega può scegliere il proprio format. Bundesliga a parte, tutti i maggiori campionati europei sono a 20, che a mio avviso è il numero corretto. Ma deciderà l’assemblea».

Ottimista per il calcio italiano?

«È una delle aree di maggiore passione, interesse e potenzialità del Paese, non posso non essere ottimista».

Colombo Monica - Dallera Daniele