Gaetano Miccichè

Gaetano Miccichè

Rassegna stampa 2009

Miccichè: “Più fiducia anche nelle banche”

  - Corriere del Mezzogiorno Economia

Uno spettacolo teatrale per infondere fiducia. «Perché il nostro istituto vuole sottolineare che il successo porta successo e che le banche sviluppano con i clienti rapporti positivi per far crescere le imprese. E lo stiamo facendo portando nei teatri Racconto Italiano”. Parola di Gaetano Miccichè, responsabile divisione corporate & investment banking di Intesa Sanpaolo.
D. L'obiettivo dello spettacolo è infondere fiducia alle imprese. Che, però, sono quelle che in questo momento meno si fidano delle banche perché i cordoni del credito sono stati ristretti. Come si supera la contraddizione?
R. «Qualcuno pensa che ci voglia coraggio a invitare a teatro gli imprenditori in un momento come questo, raccontando che il rapporto tra banca e impresa è fondamentale per il loro successo. Non è questione di coraggio se ci credi sul serio e se sei pronto a dimostrarlo con i fatti».
D. Come è cambiato, nei mesi di crisi internazionale, il rapporto con le imprese clienti?
R. «La crisi finanziaria internazionale non ha cambiato né il nostro modo di fare banca né il rapporto con le imprese. In questi mesi in giro per l'Italia con "Racconto Italiano", il messaggio è sempre stato lo stesso: vogliamo continuare a fare il nostro mestiere, raccogliere risparmio e distribuire credito e questo continueremo a fare. Quello che poi vorrei dire oggi alle imprese è di non aspettare a venire in banca quando i problemi sono già gravi. Noi vogliamo seguirle in tutte le fasi della vita imprenditoriale: nascita, crescita e anche nei momenti difficili, come questo.
D. Le aziende, soprattutto quelle piccole, lamentano una eccessiva attenzione del governo nei confronti delle banche, in questo periodo di crisi, a scapito del mondo imprenditoriale. E anche la Marcegaglia lo ha fatto. Come replica?
R. «La crisi che sta interessando non solo l'Italia ma tutto il mondo, è stata causata dall'approccio talvolta spregiudicato di alcune banche internazionali e anglosassoni. Gli effetti negativi di ciò si sono poi riversati sui sistemi bancari più avveduti, come il nostro. Gli interventi dei governi di tutto il mondo non potevano non interessare in prima battuta questo settore. L'Italia è uno dei pochissimi Paesi al mondo dove le banche non hanno ancora fatto ricorso al sostegno dello Stato. Intesa Sanpaolo nel 2008 ha visto crescere gli impieghi ai propri clienti (privati e imprese) del 9% rispetto allo scorso anno e in particolare la divisione corporate lo ha fatto nella misura del 20%. Voglio comunque sottolineare che il credito deve essere riconosciuto a chi lo merita; non si deve mai chiedere a una banca di fare cattivo credito: questo recherebbe danno alla banca e ai propri azionisti e non risolleverebbe in ogni caso le sorti di quelle aziende che spesso devono trovare efficientamenti nelle loro strutture patrimoniali e di business».
D. È aumentata, con il crollo delle Borse, la diffidenza degli imprenditori meridionali alla quotazione?
R. «Un po' di diffidenza, dettata dal particolare contesto internazionale, c'è sicuramente. Ma al Nord, al Centro o al Sud non fa differenza»