Gaetano Miccichè

Gaetano Miccichè

Rassegna stampa 2009

Miccichè, l'uomo forte di Passera

  - Banca Finanza

Provate a dire a Gaetano Miccichè che Intesa Sanpaolo, passata da 6 a 2 euro per azione in un anno, paga la crisi come tutte le banche del mondo: non alzerà certo le spallucce come per ignorare la provocazione, ma con un sorriso eloquente si preparerà a mostrare che, per un gruppo patrimonialmente sano e dagli impieghi solidi come Intesa Sanpaolo, i guai (che stanno sulla carta) sono almeno pari alle opportunità (che invece sono concrete). E lo farà dal suo duplice ruolo di responsabile del corporate del gruppo e di amministratore delegato di Banca Imi (merchant bank di Intesa), cioè da uno degli osservatori più autorevoli d'Europa sui rapporti banca-impresa. Uno che ha capito fin da subito che il crollo dell'investment banking anglosassone, sia in termini di operatività, sia per i danni reputazionali subiti, ha aperto praterie sconfinate a chi può vantare credenziali diverse. Anche perché il comparto di Miccichè è stato da sempre il più esposto alla concorrenza internazionale, e per questo era già ben attrezzato a competere, assai meno protetto che altre divisioni del credito. Per ora la svolta si vede soprattutto in Italia. Domani chissà: proprio Banca Imi ha appena chiuso il 2008 con un utile netto di 293,4 milioni, in crescita del 39%, un margine d'intermediazione di 726.9 milioni (+18%), e un risultato della gestione operativa di 477 milioni (+52%). Numeri e tassi di crescita mica da poco. Raggiunti, dice Miccichè, perché «la bontà delle strategie e delle scelte operative fin da subito hanno permesso all'istituto anche di acquisire parte delle quote di mercato perse dalle principali investment bank internazionali che negli ultimi anni avevano svolto un ruolo predominante in Italia". Miccichè è uno degli uomini forti della Superbanca nata dalla fusione di Intesa con Sanpaolo. Dopo l'uscita di Pietro Modiano si può affermare che dietro a Corrado Passera rappresenti, insieme con il direttore generale Francesco Micheli, il “pacchetto di sfondamento” e di prima linea dell'amministratore delegato. Miccichè gestisce e ha gestito i dossier di importanza strategica per la banca e per il Paese. Come le operazioni Alitalia e Telecom, orchestrate in prima persona dal manager siciliano. Nato a Palermo il 12 ottobre del 1950, laureato in Giurisprudenza con un master in Business administration presso la Sda Bocconi, fratello di Gianfranco (deputato del Pdl e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe), Miccichè rappresenta anche uno degli ingredienti con i quali è stato generato il gruppo Intesa Sanpaolo: la vocazione a essere un partner stabile delle imprese industriali, con l'obiettivo del loro sviluppo. Una caratteristica che lega Miccichè alto stesso Passera in un curriculum che li accomuna nella varietà delle esperienze industriali, prima che finanziarie o bancarie. Olivetti, Mondadori e Poste nel passato del manager lariano, i risanamenti di Gerolimich, Olcese, Rodriquez, e Santavaleria per il 58enne banchiere siciliano. Al quale piace sottolineare i tratti comuni all'imprenditore nell'approccio ai problemi. E il 2009 che spaventa tutti, dai banchieri agli imprenditori, trova Miccichè non certo rilassalo, ma assai ottimista. Il trend, ancora per Banca Imi (che è però considerabile la cartina al tornasole dell'intero corporate e investment banking), sembra confermato anche per l'anno in corso. I mandati sia come advisory, sia come capital market, confermano l'andamento brillante del 2008. Basta pensare al ruolo chiave nell'operazione monstre dell'aumento di capitale Enel, e ad altri mandati che rimangono top secret. Ma che se si confermeranno le visioni ottimistiche di Miccichè, promettono di anticipare la ripresa economica già dalla seconda metà di quest'anno. Che è già dietro l'angolo.